Oltre l’integratore sportivo: il ruolo della creatina nelle difese immunitarie:
La creatina è uno degli integratori alimentari più ampiamente utilizzati e studiati al mondo, tradizionalmente impiegato dagli atleti d’élite per incrementare le prestazioni fisiche e accelerare il recupero muscolare riducendo l'infiammazione. La maggior parte degli studi sulla creatina si è concentrata su giovani atleti e le conoscenze relative agli effetti della su bambini o anziani sono limitate.
Dal punto di vista biochimico, viene sintetizzata naturalmente a livello di fegato, reni e pancreas a partire da tre aminoacidi (arginina, glicina e metionina), ed è assunta con la dieta attraverso alimenti come carne rossa e pesce, per poi essere metabolizzata in creatina ed eliminata con le urine. Nel corpo umano, la maggior parte della creatina è immagazzinata nel muscolo scheletrico, svolgendo un ruolo primario nella rapida rigenerazione dei energia chimica (ATP) durante sforzi intensi e brevi.
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha espanso l'analisi della creatina oltre l'apparato muscolo-scheletrico, evidenziando la sua capacità di modulare sia il sistema immunitario innato che quello adattativo. In una sorprendente review del 2021, vengono esplorate le prove sul ruolo della creatina nel sistema immunitario.
- Sistema Immunitario Innato:
A livello dell'immunità innata, esperimenti in vitro su linee cellulari di macrofagi indicano che la somministrazione di creatina e del suo derivato creatinina sottoregola l'espressione dei recettori Toll-like (TLR) entro un'ora dall'esposizione, attenuando la risposta infiammatoria iniziale verso diversi patogeni. Risultati analoghi si sono osservati in vivo in modelli di danno da ischemia-riperfusione polmonare nei ratti, dove il pretrattamento con creatina ha ridotto l'espressione di TLR-4 e l'infiltrazione cellulare nel parenchima polmonare.
Inoltre, la creatina influisce sulla polarizzazione dei macrofagi: ne ostacola la differenziazione verso il fenotipo M1 (pro-infiammatorio e microbicida) e favorisce il viraggio verso il fenotipo M2 (anti-infiammatorio e riparativo).
- Sistema Immunitario adattivo:
I linfociti T richiedono un ingente consumo di energia per svilupparsi, attivarsi e contrastare infezioni e neoplasie. In questo processo metabolico, l'enzima creatina chinasi B (CKB) e il trasportatore Slc6a8 svolgono un ruolo primario. L'aumento dell'espressione di CKB nei linfociti T maturi ne stimola l'intensa proliferazione nei tessuti periferici e sostiene la secrezione di citochine fondamentali, tra cui l'interleuchina-2 (IL-2) e l'interferone-gamma (IFN-γ).
In ambito oncologico, i linfociti T citotossici (CD8+) infiltranti i tumori accumulano creatina attraverso il trasportatore Slc6a8 per soddisfare l'elevato fabbisogno energetico richiesto dall'azione citotossica. L'integrazione di creatina incrementa la sintesi di granzima (proteina coincolta nella distruzione delle cellule tumorali) favorendo la riduzione della massa tumorale. Nel tumore al colon, quando associata all'immunoterapia con anticorpi , la creatina ha consentito di raggiungere una regressione tumorale completa nell'80% dei casi (4 topi su 5), fornendo un'immunoprotezione duratura nel tempo.
- Infiammazione:
Nei modelli animali di edema acuto e cronico, la somministrazione di creatina ha mostrato un'efficacia anti-infiammatoria comparabile a quella di farmaci antinfiammatori non steroidei. Negli esseri umani, l'integrazione di creatina in atleti sottoposti a sforzi intensi (come maratone di 30 km o Half-Ironman) ha mostrato una netta riduzione dei marcatori infiammatori quali TNF-α, PGE2, IL-1β e proteina C-reattiva.
Prospettive Future:
Considerando che l’impiego della creatina si è diffuso ben oltre l'ambito atletico d'élite, diventando un integratore da centinaia di milioni di dollari consumato dalla popolazione generale, si rende necessario definire con precisione a quali gruppi di soggetti l'integrazione porti reali benefici e in quali casi sia sconsigliata. La capacità della creatina di attenuare il fenotipo M1 e ridurre le citochine pro-infiammatorie suggerisce la possibilità di impiegarla come terapia adiuvante in patologie infiammatorie acute o croniche, o determinate malattie autoimmuni. In oncologia, la capacità della creatina di ricaricare energicamente i linfociti T CD8+ apre prospettive promettenti per sinergie con le attuali immunoterapie oncologiche o nella riabilitazione di patologie caratterizzate da “esaurimento” dei linfociti T (es. post-COVID-19). Tuttavia l’integrazione richiede cautela in presenza di malattie come l'asma allergica o durante infezioni acute in cui la risposta M1 pro-infiammatoria è indispensabile per l'eliminazione iniziale del patogeno.
Bredahl, E. C., Eckerson, J. M., Tracy, S. M., McDonald, T. L., & Drescher, K. M. (2021). Nutrients.